
Come ridurre l'80% del costo di un investimento tecnologico: la combinazione che poche imprese conoscono
Due agevolazioni per ridurre i costi dell'80%
Nelle ultime settimane abbiamo parlato di due misure distinte: la Misura Transizione Digitale ed Ecologica di Simest e l'Iperammortamento 2026-2028. Entrambe, prese singolarmente, offrono vantaggi significativi per le imprese che investono in tecnologia. Ma c'è un dettaglio che cambia completamente la prospettiva: le due misure sono cumulabili, ovvero possono essere applicate allo stesso investimento contemporaneamente. Link agli articoli:
Un esempio concreto
Immagina di dover investire 200.000 € in nuovi sistemi software, infrastrutture digitali o macchinari tecnologici. Vediamo cosa succede applicando entrambe le misure. Con la Misura Simest, ottieni un finanziamento pubblico che copre il 100% della spesa: una parte a fondo perduto, che nelle condizioni standard vale il 10% (20.000 €), sale al 20% (40.000 €) per le imprese energivore o con certificazione energetica, e può arrivare fino al 30% (60.000 €) per le imprese che hanno subito un aumento dei costi energetici unitari di almeno il 10% tra il 2025 e il 2026, oppure un calo del fatturato di almeno il 10% a causa del conflitto nel Golfo Persico, e il resto come prestito a tasso vicino allo zero. In pratica, l'investimento non pesa sulla liquidità aziendale nel breve periodo, e una parte non va restituita affatto.
Dal 25 maggio, inoltre, l'anticipo erogato alla firma del contratto è pari al 50% dell'agevolazione (in precedenza era il 25%), il che significa avere subito a disposizione una quota significativa per avviare i lavori. Ed è ora possibile richiedere un'estensione di 2 anni del periodo di rimborso, portando la durata complessiva del finanziamento a 8 anni, una flessibilità utile per chi preferisce rate più leggere nel tempo. Con l'Iperammortamento, sullo stesso investimento ottieni una deduzione fiscale maggiorata del 180%, che su 200.000 € genera un beneficio fiscale di oltre 140.000 €, spalmato negli anni di ammortamento del bene. Il risultato combinato: l'investimento è finanziato quasi interamente dallo Stato nel breve periodo, e genera un risparmio fiscale sostanziale nel medio periodo. Il costo reale a carico dell'azienda si riduce in modo drastico.
Perché poche imprese lo sanno
La cumulabilità non è pubblicizzata in modo esplicito da nessuno dei due enti gestori. Chi conosce la misura Simest spesso non sa dell'Iperammortamento, e viceversa. Inoltre, la gestione di due pratiche parallele richiede una certa attenzione tecnica, le basi di calcolo vanno coordinate correttamente per non perdere parte del beneficio. È esattamente per questo che il supporto di un consulente specializzato fa la differenza: non solo per accedere alle misure, ma per strutturarle nel modo più vantaggioso possibile.
A chi si applica questa combinazione
Per sfruttare entrambe le misure contemporaneamente, l'azienda deve soddisfare i requisiti di entrambe. In sintesi:
Per la misura Simest serve avere sede legale e operativa in Italia, almeno due bilanci depositati e una quota di fatturato estero (diretta o indiretta) o i requisiti alternativi previsti per le imprese energivore. Per l'Iperammortamento bastano la regolarità DURC e il rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro, requisiti che quasi tutte le imprese già soddisfano.
Gli investimenti devono rientrare tra quelli ammissibili da entrambe le misure: software, macchinari 4.0, infrastrutture digitali, sistemi di intelligenza artificiale, impianti per energie rinnovabili e molto altro. Per le aziende del settore IT e dei servizi digitali, la sovrapposizione tra le categorie ammissibili è molto ampia.
I tempi contano, più che mai
L'Iperammortamento copre gli investimenti effettuati fino al 30 settembre 2028, mentre la misura Simest è già attiva e le domande vengono valutate in ordine cronologico di presentazione. Chi presenta prima, viene ammesso prima. Dal 25 maggio la misura Simest è migliorata su più fronti, anticipo più alto, durata estendibile, fondo perduto fino al 30%, il che la rende oggi più conveniente che mai. Ma le risorse sono finite, e ogni giorno che passa corrisponde a una posizione in meno nella coda. Chi rimanda rischia di perdere una finestra temporale che, storicamente, tende a restringersi man mano che i fondi vengono assegnati.
Il passo successivo
Se stai pianificando investimenti tecnologici nel 2026, che si tratti di nuovi software, infrastrutture, sistemi di automazione o efficientamento energetico, vale la pena fare una valutazione concreta di quanto potresti recuperare combinando queste due misure. In Artel affianchiamo le imprese nel loro percorso di crescita digitale, e collaboriamo con partner specializzati in finanza agevolata per aiutare i nostri clienti a sfruttare al meglio le opportunità disponibili. Se vuoi un primo confronto, scrivici: analizziamo insieme la tua situazione e ti mettiamo in contatto con le persone giuste.