
Fino a 5 milioni di euro per digitalizzare la tua azienda: ecco come funziona la misura Simest
Misura Simest - AGGIORNATO
AGGIORNAMENTO IMPORTANTE Dal 25 maggio 2026 la misura Simest migliora significativamente: anticipo più alto, durata estendibile e una nuova soglia di fondo perduto al 30%. Essendo a risorse assegnate in ordine cronologico, chi presenta domanda nei prossimi giorni ha un vantaggio concreto rispetto a chi aspetta.
Investire in tecnologia è una scelta strategica. Ma farlo con un finanziamento pubblico a tasso quasi zero, e in parte a fondo perduto, è una scelta ancora più intelligente. Se la tua azienda sta valutando progetti di digitalizzazione nel 2026, c'è una misura che vale la pena conoscere: la Misura Transizione Digitale ed Ecologica di Simest.
Di cosa si tratta
Simest è la società del Gruppo CDP (Cassa Depositi e Prestiti) che supporta le imprese italiane nella crescita. Tra le sue misure attive, quella dedicata alla Transizione Digitale ed Ecologica permette alle aziende di finanziare fino al 100% delle spese legate all'innovazione digitale e alla sostenibilità ambientale, con un tetto massimo di 5 milioni di euro per azienda. Non si tratta di un semplice prestito: l'agevolazione combina una quota a fondo perduto, che non va restituita, con un finanziamento pubblico a tasso vicino allo zero per la parte rimanente.
Che cosa si può finanziare
Le spese ammissibili coprono un range molto ampio, particolarmente rilevante per le aziende del settore IT e dei servizi digitali:
software, piattaforme e applicazioni per l'innovazione digitale
consulenze in ambito digitale
integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali
cyber security, cloud computing, big data, intelligenza artificiale
certificazioni digitali
investimenti in attrezzature tecnologiche e contenuti digitali
ma anche interventi di efficientamento energetico e impianti da fonti rinnovabili
In sintesi: se stai pianificando di evolvere i tuoi sistemi, i tuoi processi o la tua infrastruttura tecnologica, è molto probabile che le spese relative rientrino tra quelle agevolabili.
Quanto vale il vantaggio concreto
L'agevolazione copre il 100% delle spese ed è strutturata in due componenti principali:
Quota a fondo perduto
Quota a fondo perduto del 10% (fino a 100.000 €) se l'azienda soddisfa almeno una delle condizioni previste, tra cui essere una PMI con buona quota di export, avere certificazioni ambientali, o avere sede operativa nel Sud Italia.
La quota a fondo perduto sale al 20% (fino a 200.000 €) per le imprese energivore o con diagnosi energetica.
La quota a fondo perduto sale al 30% (sempre fino a 200.000 €) per le imprese che hanno avuto un aumento dei costi energetici superiori al 10% tra il 2025 e il 2026 OPPURE che hanno avuto un calo di fatturato superiore al 10% per effetto del conflitto nel Golfo Persico.
Finanziamento pubblico a tasso vicino allo zero Il restante 90%, 80% o 70% viene erogato come finanziamento agevolato con le seguenti condizioni:
Durata standard: 6 anni totali, di cui 2 di preammortamento (i primi 2 anni senza obbligo di rimborso del capitale).
Novità dal 25 maggio: è possibile richiedere un'estensione di 2 anni del periodo di rimborso, portando la durata complessiva a 8 anni (2 di preammortamento + 6 di rimborso). Una flessibilità preziosa per chi vuole alleggerire le rate nel tempo.
Per molte categorie di imprese è possibile richiedere l'esenzione totale dalle garanzie.
Come funziona in pratica: tempi e modalità di erogazione
Le domande si presentano online e vengono valutate in ordine cronologico di presentazione. L'ente ha 3 mesi di tempo per emettere il decreto di ammissione. Una volta approvata, l'erogazione avviene sul conto corrente dedicato dell'impresa. Dal 25 maggio le modalità migliorano significativamente:
Prima tranche: 50% dell'agevolazione a titolo di anticipo, erogata entro 15 giorni dalla firma del contratto (in precedenza era il 25%).
Seconda tranche: saldo del restante 50%, a rendicontazione. L'impresa può scegliere di rendicontarlo in un'unica soluzione oppure in due rate da massimo il 25% ciascuna durante il periodo di realizzazione.
Le spese devono essere completate entro 2 anni dalla stipula del contratto.
Perché agire adesso
Le domande vengono valutate in ordine cronologico: chi presenta prima, viene ammesso prima. Con le significative novità in vigore dal 25 maggio, anticipo più alto, durata estendibile, fondo perduto fino al 30%, questa misura diventa ancora più conveniente. Ma le risorse disponibili non sono infinite, e ogni giorno che passa corrisponde a una posizione in meno nella coda.
Se stai valutando investimenti in tecnologia nel 2026, il momento per informarsi e presentare domanda è adesso.
Vale la pena approfondire?
Se la tua azienda sta pianificando investimenti in tecnologia (nuovi software, infrastrutture digitali, consulenze specialistiche) questa misura potrebbe ridurre in modo significativo il costo reale di quegli investimenti. E, come vedremo in un prossimo articolo, può anche essere combinata con un'altra agevolazione fiscale per massimizzare ulteriormente il vantaggio.
In Artel seguiamo da vicino le opportunità di finanziamento che possono supportare la crescita digitale delle imprese. Se vuoi capire se la tua azienda può accedere a questa misura, scrivici: ti metteremo in contatto con i nostri partner specializzati in finanza agevolata.